Pubblicare con Wyrd Edizioni

Come anticipato, abbiamo realizzato un’intervista con lo staff Wyrd Edizioni. Crediamo che conoscere il modo in cui gli editori prendono le loro decisioni in merito alla realizzazione e alla pubblicazione sia importante. È fondamentale, secondo noi, andare a parlare con chi effettua pubblicazioni piuttosto che con chi riporta semplicemente opinioni e osservazioni ma, anche se ha magari pubblicato qualcosa di suo, non ha mai di fatto lavorato dall’altra parte: la parte di chi prende le decisioni che contano.

La Wyrd Edizioni è forse la più importante Casa Editrice italiana nel settore dei GdR. Sotto il marchio Wyrd Edizioni, c’è la WMS, che è attiva da oltre 16 anni nel settore dei GdR, dei fumetti e delle riviste di illustrazione. La sua attività passa dalla decisione su quali materiali portare in Italia, alla traduzione, all’adattamento e, soprattutto per quanto ci riguarda nello specifico, alla realizzazione di contenuti e linee originali, di grande successo.

Allora, Massimo (editore capo di WMS), innanzitutto grazie per la disponibilità. Sappiamo che siete in pieno lavoro con la linea di Pathfinder che seguite per Giochi Uniti, con Dragonero GdR che fate con Bonelli e con ImagineFX Italia, con altri nuovi GdR dei quali non possiamo parlare, e inoltre avete varie fiere del settore in arrivo… ma come fate a seguire tutto?
Abbiamo uno staff abbastanza esteso e decisamente esperto. Lavoriamo da anni con persone che sono principalmente competenti nel settore ludico, appassionati, capaci, e che non si risparmiano. Soprattutto in questi ultimi quattro anni, con l’estendersi esponenziale delle nostre attività, lo staff di collaboratori si è molto allargato e i compiti, che prima erano abbastanza ampi, si sono via via specializzati. Tuttavia, un traduttore deve essere in grado di comprendere se quel che sta facendo è tecnicamente corretto, e così uno scrittore delle sezioni narrative, deve sapere come funziona per esempio un incantesimo in termini di gioco.

Si è molto parlato di voi dallo scorso anno per la realizzazione di un GdR di grande successo che, se non sbaglio, ha meravigliato per le vendite ottenute e, soprattutto, per la rapidità di tali risultati.
Sì, Dragonero GdR è stato un successo. Non ci vergogniamo ad ammetterlo [ride]. Merito dell’ambientazione di Luca Enoch e Stefano Vietti [il fumetto Dragonero è edito da Bonelli Edizioni n.d.r] e dell’impegno dei nostri scrittori che sono stati in grado di esporre al meglio le regole che ho voluto inserire nel gioco.

Sì, è una cosa che abbiamo notato subito, oltre alla sezione regolistica: quanto è ben scritta la parte narrativa. Si vede soprattutto nell’avventura “Echi di Guerra”, l’avventura che avete pubblicato gratuitamente per il GdR, che include delle parti narrative degne di un romanzo fantasy.
Sì, anche se in “Echi di Guerra” chi l’ha scritto si è dovuta un po’ trattenere. Il nostro staff ha un elemento eccellente nella narrazione, e la vedrete all’opera ancora di più per la prossima avventura, il cui titolo provvisorio è “L’ultimo Raccolto”. L’avventura sarà estremamente più corposa con dialoghi e descrizioni davvero molto consistenti. È fondamentale che questi prodotti tengano conto dello stile, oltre che della consistenza tecnica.

E quindi veniamo a quel che ci interessa. Parliamo con Emma, che si occupa dell’interazione con il pubblico. Emma, la vostra collaborazione a questo blog ha in verità uno scopo più che importante. Puoi spiegarci in cosa consiste?
La Wyrd Edizioni ha sperimentato da anni che in Italia moltissimi sono gli aspiranti scrittori e con una frequenza costante, forse in aumento negli ultimi due anni, in redazione giungono manoscritti (fortunatamente via e-mail!). Sebbene alcuni di loro siano in possesso di molti dei requisiti che servono per il settore specifico in cui lavoriamo, mancano degli accorgimenti tecnici che sono imprescindibili per la pubblicazione. Si tratta di soggetti interessanti, ma svolti male; oppure di scopiazzature dal perfetto stile; oppure di svolgimenti passabili ma piuttosto sgrammaticati. Molti sono buoni, tuttavia, e si nota un grande sforzo ed uno studio dietro questi elaborati, che meriterebbero spazio.

Stai parlando di GdR?
Per lo più ci inviamo trame di avventure, scritte da loro, ma una gran parte sono racconti basati sui giochi che amano: per esempio T20 o Pathfinder, o anche semplicemente racconti fantasy. Da parte del pubblico c’è interesse, da parte nostra abbiamo i mezzi e il nostro staff può fornire gli strumenti. Cosa cerca un editore? Grazie al vostro blog cerchiamo di farlo capire a chi vuole proporsi, e se seguirà le linee guida che gli stiamo dando insieme, avrà più possibilità degli altri.

Sonia (head-editor WMS), significa che ci sono possibilità di pubblicazione con Wyrd Edizioni?
Sì, esattamente. Per trovare possibili scrittori pubblicabili cominceremo con un concorso. Si tratterà di scegliere vari racconti che andranno a costituire una prima antologia, regolarmente edita sotto il marchio Wyrd Edizioni.  Forniremo le modalità durante i prossimi mesi così da permettere a chi ci invierà i suoi manoscritti di seguire tutti i consigli che via via voi di Diagon Alley – Settore Narrativa, pubblicherete qui, in modo da non doverci ritrovare con qualcosa che non rispetti gli standard di pubblicazione che noi richiediamo. Raccomandiamo di leggere e mettere in pratica quanto suggerito da questo blog, perché esprime esattamente le necessità minime per poter essere presi in considerazione e offre suggerimenti che hanno lo stesso scopo. Grazie a Stefania (editor di ImagineFX Italia) avete già potuto godere gratuitamente dei consigli di esperti come James Gurney e Dan Scott, e altri seguiranno. Ci saranno argomenti più specifici sulla scelta dei tempi nella narrazione e della persona narrativa, sulla grammatica e sullo stile, sui soggetti. Usateli! Ci farete contenti. E un editore contento è quel che vi serve [indica Massimo].

Sì, [aggiunge Massimo], e visto che quel che facciamo sono GdR, non è impossibile che da un racconto si passi a un GdR o ad altro ancora.

Bene. Ringraziamo il disponibilissimo staff Wyrd Edizioni e torniamo a dedicarci al blog. Se avete amici che scrivono, date anche a loro questa imperdibile possibilità, diffondete la notizia. Provare non significa riuscire, ma non provare significa certamente fallire

Ehm, e con questa perla di saggezza, ci salutiamo. Restate con noi per avere maggiori dettagli nelle prossime settimane!

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Fare Fantasy – Il concept delle armi

Dopo la lunga pausa trascorsa fra riunioni di lavoro per programmare uscite e progetti autunnali, il nostro staff si è rimesso al lavoro. Quello che ha preparato, in collaborazione con ImagineFX Italia (e l’articolo completo lo troverete sul prossimo numero disponibile in App Store a brevissimo), è un’utile guida al concept nella realizzazione delle armi in un libro fantasy.  Per farlo, la nostra redattrice, Stefania A., ha chiesto direttamente all’amico Dan Scott.

Per chi non lo conoscesse, Dan è un famoso concept artist che ha lavorato per il gioco Warhammer Online e la sua attività di concept artist consiste nel pensare lo stile e la struttura delle armi che verranno impiegate in un universo realistico e che, dunque, devono necessariamente funzionare in modo realistico e affascinare stilisticamente, mantenendo una differenziazione decisa che permetta allo spettatore di identificare la loro fazione/appartenenza.

 Allora, Dan, moltissimi scrittori non sono in grado di descrivere le armi impiegate dai loro personaggi (parliamo nello specifico di armi da mischia da carattere vagamente storico), oppure si appoggiano su stereotipi ricavati pedissequamente da film e fumetti e dal design per i videogiochi. Il sospetto è che non abbiano mai visto un’arma o che non abbiano essenzialmente compreso come funziona…
L’elemento fondamentale è vedere un’arma dal vivo o in un libro fotografico. Sembra banale ma noi concept artist usiamo tutti dei materiali di riferimento fotografico. E alcuni di noi hanno in studio armi reali e le usano, per comprendere come funzionano. Spesso si scoprono cose interessanti, che danno realismo ad una descrizione.

Parliamo di narrativa e non di illustrazione: che differenza c’è?
Nel concept di un’arma non ce n’è nessuna, direi. Voi scrittori dovete essere bravi a farvi capire con le parole tanto quanto noi illustratori con le immagini, ma in realtà nella fase di ideazione vi serve esattamente quel che serve a noi per ottenere delle armi adatte al vostro universo.

Bene. Entriamo  in argomento: come dovremo affrontare il processo di ideazione di un’arma, in un’ambientazione fantasy?
Immaginiamo di dover decidere che tipo di arma il nostro personaggio o i nostri eserciti sceglieranno, e immaginiamo che si tratti di armi da mischia. Ci sono molte cose da considerare. Che tipo di arma sarà? Chi la impugnerà e come la userà? Come ha avuto quest’arma e come è stata creata?  Ha delle abilità speciali? Fatevi queste domande se volete riuscire a creare delle armi che aggiungano elementi alla storia. Il rischio, sia nella narrativa che nell’illustrazione, che è essenzialmente una narrazione per immagini, è di cadere nell’ovvio, nel banale. Potete disattivare questo rischio legando un’immagine ad una storia, dandole una motivazione.

 Parlando di stereotipi visuali, spesso si tende ad accomodarsi nelle solite associazioni bene/bianco e male/nero…  
Sì, è un rischio ma è anche una risorsa. Tutto sta a sviluppare qualcosa che poi vada oltre. Una delle parti più divertenti di fare dei concept per il gioco Warhammer Online è stato disegnare le armi per il Chaos. Chi ha familiarità con l’universo di Warhammer saprà che Chaos è l’epitomo del male. Ho cercato di sperimentare diversi materiali, temi ed effetti. In generale il mio scopo è stato di ottenere armi esteticamente mosse che davano un indizio di follia. L’uso degli stereotipi, in campo visivo, è allo stesso livello dell’uso degli stereotipi in campo narrativo: dipende dal vostro pubblico. Si tratta di un pubblico con poche conoscenze fantasy? Allora funzioneranno. Si tratta di un pubblico esperto? Lo annoierete.

C’è un sistema per sfruttare comunque uno stereotipo anche per un pubblico esperto?
Sì, ed è un ottimo sistema: aggiungete degli elementi visivi distintivi. Per esempio le rune sono un ottimo sistema per aggiungere elementi interessanti di design alle armi. Possono aiutarvi a dare una sensazione mistica. Nel caso dell’Impero, in contrasto con il Chaos, ho impiegato un’estetica molto più ordinata e carico di toni esageratamente religiosi. I design delle armi sono più simmetrici e il simbolismo è molto differente, con croci, aquile, teschi, fuoco e corone d’alloro, che dominano. Nella narrativa, così come nell’illustrazione, è tutta una questione di sfumature.

L’articolo completo, che riguarda il concept nell’illustrazione, lo trovate su nuovo numero di ImagineFx disponibile a fine maggio in App Store. Un ringraziamento a Dan Scott e a Stefania A. della redazione di ImagineFX Italia e a WMS per aver permesso l’uso di questa intervista.

 

 

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News!
Ci sono novità interessanti da parte di Wyrd Edizioni. Un progetto imperdibile per voi scrittori sta per cominciare e si aprono opportunità uniche per lavorare nel campo della narrativa fantasy con uno dei più importanti editori del settore. Restate connessi e seguite gli utili suggerimenti di questo blog, che, lo ricordiamo, costituisce una guida specifica per chi è interessato a lavorare nel campo. Non possiamo dirvi ancora di cosa si tratterà ma affilate la vostra immaginazione e seguite i consigli qui riportati: cose grosse si preparano all’orizzonte!

Gli Strumenti di uno scrittore – La mappa del mondo

(…continua dal post precedente)

Come abbiamo visto sono molte le preparazioni da affrontare prima di accingersi alla realizzazione di un romanzo fantasy. Fra gli strumenti più importanti per uno scrittore di fantasy (e fra quelli maggiormente sottovalutati) c’è sicuramente la creazione di una mappa del mondo che stiamo per portare alla vita.

Qualche anno fa abbiamo intervistato un famosissimo autore, nonché acclamato artista internazionale: James Gurney.

Celeberrimo per la realizzazione del mondo di Dinotopia, che ha visto seguitissime trasposizioni cinematografiche e viene trasmesso periodicamente in tutto il mondo, pochi italiani forse sono conoscenza del fatto che James è uno dei più famosi illustratori e pittori contemporanei americani ed un ottimo ed acclamato scrittore. Lo abbiamo intervistato dunque per ImagineFX e gli abbiamo domandato come si fa a realizzare un mondo credibile e realistico totalmente frutto della nostra immaginazione. (Ringraziamo la caporedattrice di ImagineFx Italia, per la sua fondamentale collaborazione. Un’intervista completa la potete trovare su ImagineFx Italia, che potete anche acquistare in formato digitale per Mac, I-Pad o I-Phone  qui).

L’universo di Dinotopia è una creazione assolutamente originale, completa ed approfondita; vive e respira come se fosse a tutti gli effetti un mondo reale. Come sei arrivato alla sua realizzazione, e come può arrivarci uno scrittore di fantasy ?

Il fantasy non è qualcosa di irrealistico e approssimativo. Prima di cominciare a scrivere di vicende che si svolgono in un universo inesistente, qualunque scrittore, anche alle prime armi, deve per prima cosa avere un progetto: deve avere chiaro nella sua mente e, possibilmente, sulla carta, il mondo nel quale ambienterà le sue avventure. Questo perché realizzare un universo fantasy coerente è il fattore essenziale per la credibilità di una vicenda narrata.

Esistono delle strategie fondamentali di sviluppo visuale che vi aiutano a mostrare come vari elementi siano collegati in termini spaziali e creare delle mappe o delle immagini darà più plausibilità al vostro mondo e una grande spinta a tutte le altre idee. In particolare, nel mio caso, per dare vita a Dinotopia, ho fatto affidamento sulla mia esperienza di disegnatore sul campo per il National Geographic, ma non è certo un’impresa impossibile per qualunque scrittore prendere in mano una penna e tracciare in qualche schizzo per avere una visione di insieme del suo mondo. Inizialmente infatti, per quanto riguarda la mia Dinotopia, avevo realizzato solo alcuni panorami senza collegamento degli “imperi perduti” (alla fine del 1980), e il catalizzatore fu creare una veloce mappa dell’isola. La mappa mi ha condotto all’idea di una narrazione di un esploratore del diciannovesimo secolo e presto ho sviluppato uno storyboard e ho scritto un libro di 160 pagine con una storia del mondo alternativa.

Nel tuo caso, sei un illustratore professionista e lavori per un’autorità come il National Geographic, inoltre sei stato un disegnatore di paleontologia aggregato molte spedizioni e, se non erro, hai una qualifica in archeologia tu stesso. Ma molti scrittori sono semplicemente appassionati…

Non è molto diverso, anche nel loro caso. Si tratta specificamente di pianificare un viaggio, e chiunque può viaggiare!

Personalmente, e potete farlo anche voi, ho disegnato la prima mappa di Dinotopia con pastelli ed evidenziatori. Colori diversi suggerivano diversi ambienti. La forma era qualcosa di casuale, ma assomigliava ad una versione rovesciata dell’Australia: quel che volevo, lo confesso, era solo che l’isola potesse facilmente essere contenuta in una pagina quadrata.

C’è qualche elemento fondamentale da considerare quando si realizza una mappa per un’ambientazione fantasy?

A mio parere, perché le cose funzionino, questa mappa deve essere quanto di più realistico possibile e vicino alle condizioni geografiche reali. D’altro canto, dato che state gestendo un ambiente fantasy, dovete prima stabilire se la fisica, la chimica, la botanica e quant’altro nel vostro mondo abbiano o meno delle regole diverse dal nostro e, in questo caso, riportarle nella vostra mappa. Quando ho realizzato il mio primo rendering della mappa di Dinotopia, volevo concentrarmi sulla geografia fisica, specialmente topografia e vegetazione. Il mio scopo era includere vari ambienti in una singola mappa: giungle, fiumi, montagne e pianure. Sospettavo di dover vivere su quest’isola per un po’, perciò ho pensato che sarebbe stato preferibile avere varie aree da esplorare più tardi poiché avrei dovuto certamente sviluppare altre storie nello stesso mondo. Se creerete un pianeta ghiacciato, non userete mai il verde!

 Dato che stiamo parlando di una vera e propria opera di creazione di un mondo, non c’è il rischio di lasciarsi, come dire, “prendere un po’ la mano”?

Sì, ma c’è un trucco: non consideratevi il creatore del vostro mondo, popolando i continenti con masse di cose. È un’abitudine comune a molti scrittori immaginare che il loro mondo esisteva già prima che loro vi arrivassero. Voi siete soltanto quelli che lo hanno scoperto, o forse, avete trovato un libro che state trascrivendo su un mondo scoperto da altri. Questo vi permette di controllare ciò che state creando poco a poco.

 Una delle cose che si rimproverano più spesso a scrittori principianti o di scarsa immaginazione, è l’uso di nomi che non sono adatti all’ambientazione in cui svolgeranno le loro storie. Hai qualche suggerimento?

Poiché una mappa singola può contenere tantissimi nomi – la mappa di Journey to Chandara ha circa 300 nomi diversi – probabilmente se vi basate soltanto sulla vostra immaginazione tenderete a ripetervi e a scadere nel banale per esaurimento. I nomi dei luoghi sono di solito determinati dalla loro storia o dai tratti morfologici del paesaggio, che viene spesso definito con questa similitudine nella lingua locale. Personalmente ho impiegato parole oscure di molte lingue, ma ho anche preso i nomi da dei calendari che mostrano delle località abbastanza piccole. Conservateli in una raccolta e consultateli all’occorrenza. In questo modo ho trovato il nome Lacuna, che significa mancanza o vuoto.

Una delle cose più importanti, per ottenere realismo da una creazione totalmente fantastica, come ho detto, è che collochiate il vostro mondo in termini spaziali, e consideriate come raffigurarlo nel tempo. Quali sono gli imperi che sorgeranno e cadranno dopo aver tracciato la mappa? In tal modo lascerete dei sentieri per guidare i vostri viaggi futuri e coloro che seguiranno…

Nella speranza che quanto detto possa esservi utile, vi diamo appuntamento al prossimo post.

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Fare Fantasy – Gli strumenti

Scrivere Fantasy è un po’ come scrivere un manuale specializzato. Nessuna delle esperienze personali che potreste impiegare per scrivere, diciamo, una novella a carattere romantico o scolastico, o, perchè no?, una storia familiare, può essere sufficiente a conferirvi la capacità specifica per affrontare una narrazione fantasy. Questo perchè ci sono alcuni elementi che non basta descrivere in modo approssimativo, ma che bisogna conoscere specificamente.

Se dovete descrivere, per esempio, un combattimento con delle spade, dovete sapere che ci sono molte lame diverse, affilate in modo diverso, con guardie diverse, di metalli diversi, che si portano in attacco in modi diversi. Lo stesso dicasi per gli scudi. Per esempio, i greci impiegavano lo scudo in modo diverso dai romani, portandolo in avanti e non tenendolo aderente al corpo, e la forma e la dimensione dello scudo greco, diversa da quello romano, espletava questa funzione. Così, come la forma delle armi è specificamente disegnata per l’uso che se ne deve fare, anche la magia deve essere conformata per l’uso che intendete farne, e allo stesso modo l’ambito sociale nel quale i vostri personaggi si muovono va studiato attentamente per rendere più credibile il succedersi degli avvenimenti.

Diciamo tutto questo perché un vero scrittore di fantasy (o un vero scrittore, in generale) non può assolutamente limitarsi ad acquisire questo genere di nozioni guardando dei film o leggendo romanzi di altri che hanno soggiaciuto alla stessa colpevole superficialità! Credeteci: si vede. E fa ridere. Forse può andare bene se il pubblico dei lettori è composto da giovani inesperti che leggono un romanzo fantasy per la prima volta, ma di certo non è rispettoso nei loro confronti e non è degno della vostra serietà.

Perciò, prima di cominciare, procuratevi della buona documentazione inerente all’ambito del Fantasy che intendete trattare. Partite, per sicurezza, da un buon manuale sulle armi, possibilmente qualcosa sulla scherma e le armature, a carattere storico o semplicemente estetico, e, se riuscite, cercate qualcosa sul combattimento di spada con schemi e disegni di azioni di combattimento. Se anche intendete scrivere di fantasy ambientato ai giorni nostri, ci sarà sempre la necessità di un buon combattimento all’arma bianca e, se avete deciso di non inserirlo, dovrete comunque documentarvi su qualche altra tecnica di combattimento.

Altra documentazione importante è quella sull’ambiente che intendete descrivere. Esistono numerose pubblicazioni che trattano disegni medievali, per esempio, o architettura medievale, tutta con la sua bella terminologia. Anche sui vocabolari, quelli in formato cartaceo di buona marca, trovate delle tavole con una specifica terminologia architettonica, o medica, o botanica o marinara di qualunque genere che vi serve per non fare figure ridicole.

Lo stesso discorso vale anche se intendete impiegare il soprannaturale. Non potete basarvi su materiali scaricati da internet o su rimembranze di scolastica memoria o, peggio ancora!, su romanzi scritti da altri. Dovete andare alla fonte. Ci sono storici della chiesa, teologi, e altri.

Se dovete descrivere delle battaglie, procuratevi manuali storia militare, manuali che descrivano i gradi negli eserciti antichi, o, se nella vostra ambientazione c’è una forma specifica di governo, trovate libri di storia non solo europea ma anche orientale. Se poi trattate un fantasy contemporaneo, avere una buona conoscenza delle vicende politiche attuali non sarebbe male.

Le occasioni per reperire materiale documentario, insomma, non mancano. Viaggiate, se potete, visitate luoghi di importanza storica e saccheggiate le pubblicazioni specifiche che trovate in loco: state visitando il Duomo di Milano? Ci sono dei libri sulla storia del Duomo che potete comprare; state visitando le terme romane di Bath? Potete, per esempio, scaricarne l’audioguida anche sul vostro i-pad.

Nel prossimo post parleremo invece degli strumenti specifici per la scrittura di un romanzo, e il discorso varrà per qualunque genere, non limitatamente al fantasy.

 

Fare Fantasy – Il primo passo (segue)

(… continua dal post precedente)

Per cimentarsi nella scrittura, come avrete compreso, è essenziale conoscere in modo approfondito il genere che si decide di affrontare.

Ci siamo imbattuti spesso in aberranti dissertazioni che si ponevano il nobile scopo di spiegare ad altri cosa fosse il fantasy senza che prima lo scrivente si informasse lui stesso sulla natura di quel che andava spiegando. Si includeva così nel genere fantasy – chiudete gli occhi, smettete di leggere! – Isaac Asimov… Sì, avete capito bene (sapevamo che non avreste chiuso gli occhi, vi conosciamo). Ora, lungi da noi criticare scelte tassonomiche arbitrarie e francamente azzardate, vi esortiamo a concentrarvi su un tema e mantenerlo, giusto per amore di coerenza. Non confondete fantasy contemporaneo con fantascienza!

Allora. Una volta chiarito questo punto, per noi elementare, procediamo con una breve illustrazione di quello che è stato lo sviluppo del fantasy negli ultimi 20/30 anni. Sarà una presentazione brevissima, non temete, ma è necessaria poiché negli ultimi tempi si è fermamente attestato sul mercato internazionale un fantasy diverso, perchè sono cambiate le esigenze e le aspettative dei lettori. Un genere molto seguito è divenuto per esempio il cosiddetto urban fantasy, parente stretto del romantic fantasy e del fantasy storico che molti definiscono erroneamente come dei sottogeneri.

Più o meno alla fine degli anni ’80, sorse una nuova generazione di scrittori che svolgevano le loro storie in modi che si discostavano decisamente dal fantasy epico/eroico della generazione precedente. I nuovi eroi, spesso giovani uomini o giovani donne solitarie o ai margini della società, riuscivano a scalare la vetta avvalendosi solo delle proprie capacità. Non si trattava più soltanto di salvare il mondo, che era stato per lo più un mondo di uomini, ma si trattava di trovare se stessi creando legami duraturi e reali con gli altri che condividevano la loro contrastata vicenda. I mezzi solitamente a disposizione del protagonista, non più solo eroe ma soggetto agente nel compimento del suo destino, erano di natura soprannaturale, mistica, psichica, o, semplicemente, risorse che  il protagonista riusciva a trovare dentro di sè.

Incidentalmente, in molti di questi nuovi romanzi, le storie d’amore avevano un peso preponderante, mentre invece non era una discriminante l’ambiente o il periodo storico. Le nuove storie potevano svolgersi in una New York oscura e futurista, o in una Londra fumosa e apparentemente normale, oppure in un’Inghilterra arthuriana, o in un mondo assolutamente inesistente. Il fulcro non era la collocazione storica o geografica, ma la storia dei protagonisti.

Anche la magia divenne molto diversa. A differenza delle storie del passato, i nuovi protagonisti non avevano sempre modo di comprendere quel che gli stava accadendo, e la scoperta delle proprie capacità prese ad andare di pari passo con la scoperta di sé.

Un ottimo esempio per comprendere il fantasy moderno, sono i giochi di ruolo di narrazione. L’immagine del post precedente raffigura il gioco Blue Rose, un fulcro nel settore dei giochi di narrazione di fantasy romantico, e l’immagine qui sotto è il True20, un sistema di gioco che consente di giocare, per esempio, tutti i vostri romanzi preferiti fornendo un sistema flessibile e di facile comprensione per gestire trame differenti. Incidentalmente il gioco di ruolo, come sicuramente sapranno gli scrittori che già lo conoscono e lo praticano, è un ottimo sistema per riuscire a costruire delle trame interessanti ed efficienti.

True20 Gioco di Ruolo di narrazione. Edito in Italia da Wyrd Edizioni su licenza Green Ronin

True20 Gioco di Ruolo di narrazione. Edito in Italia da Wyrd Edizioni su licenza Green Ronin

 

Fare Fantasy – Il primo passo

Scrivere fantasy non è semplice.

Dimenticate l’illusione che fare fantasy non comporti realismo o logica. Sì, molti scrittori sembrano effettivamente crogiolarsi in questa banale giustificazione, ma si espongono alla derisione di lettori che, specialmente al giorno d’oggi, sono molto più informati e soprattutto esperti circa quel che offre il mercato in ambito narrativo.

Del resto è comprensibile: una passione simile, che è stata per decenni una passione di nicchia, come tutte le passioni produce conoscenza specifica e ricerca dell’approfondimento e, purtroppo per autori di scarso impegno, il loro potenziale lettore ha molta più propensione allo studio dell’argomento che non loro. Perciò, se decidete di scrivere fantasy, informatevi prima su cosa è stato scritto.

Non limitatevi a cercare bibliografie su blog e forum e non basatevi sulle recensioni di altre persone: cercate una biblioteca e infilatevi fra gli scaffali. I forum e i blog sono una bella e utile cosa, ma voi non avete la stessa storia personale del signor Rossi, che ha frequentato ragioneria e ha tre figli e legge il romanzo A trovandolo accattivante, e nemmeno la storia della signorina B, che ha tre gatti e una laurea in matematica e trova il romanzo A assolutamente romantico. Voi siete scrittori. Voi dovete leggere il romanzo A, ma anche TUTTI gli altri. E dovete leggerli con calma, uno ogni dieci giorni, osservando come sono descritti i personaggi, come agiscono, come parlano, come si muovono in un ambiente che, si spera, è reale per quei personaggi così come la nostra Terra è reale per noi. E finché non avrete letto almeno 36 romanzi fantasy, non azzardatevi nemmeno a pensare di scriverne uno. Non siete pronti.

Se avete la fortuna di abitare in una grande città, è abbastanza probabile che la vostra tessera della biblioteca sia una chiave magica che permetterà di spalancare dei forzieri straripanti di buone letture fantasy. Ma, lo sappiamo bene, non tutti hanno accesso a biblioteche pubbliche sufficientemente fornite, figuriamoci poi in un ambito così specifico. Che fare, allora? Cercate una libreria. La sezione fantasy della libreria in questione potrebbe sopperire al bisogno ma, questa è una cosa che non tutti sanno, i libri non vengono costantemente ristampati e vanno comunemente fuori catalogo. Poiché il buon fantasy spesso è materiale degli anni novanta (quando va bene) sarà dunque difficile averne a portata di mano. Dove cercare dunque? Non resta che internet. Molti siti vendono libri che sono andati fuori catalogo.

Come potete comprendere, noi non crediamo nello scaricamento dei pdf in modo illecito. Uno scrittore non merita di essere derubato del suo lavoro, dei suoi anni di vita impiegati a scrivere un buon libro, da qualcuno che non ha la volontà di investire dei soldi sulla sua passione: che passione è se non si è disposti a spendere per acquisire esperienza in essa? Come sperate di vendere un vostro romanzo se voi, per primi, non spendete denaro per altri scrittori? Non esistono scuse. E adesso, poi, potete anche usare un i-pad o un kindle, e non dite che un libro in formato elettronico costa quanto uno cartaceo.

Bene, adesso che sapete come si comincia, vediamo, in quattro parole, di capire di che cosa stiamo parlando quando parliamo di fantasy.

Se fino ad ora ci avete seguito, significa che avete deciso di metterci vero impegno oppure che vi siete riconosciuti in quanto abbiamo detto, e dunque siete della nostra stessa scuola di pensiero. Siamo contenti, in entrambi i casi, e ci aspettiamo di vedere presto il vostro nome su un buon libro.

Allora, come è nato il fantasy e che storia ha avuto?
Molti vi diranno che il fantasy ha meno di due secoli: non è vero. Il primo romanzo fantasy ad autore unico, con una struttura abbastanza definita (che vi consigliamo di leggere) è Le metamorfosi ovvero L’asino d’oro di Lucio Apuleio (II secolo d.C.). Il mondo fantastico dell’antica Roma era molto vicino al nostro e vale davvero la pena di documentarsi in merito (anche qui trovate validi manuali specializzati in una biblioteca pubblica o nelle biblioteche e librerie universitarie). Alcuni segnalano l’Odissea o l’Iliade, come origini fantasy del romanzo, ma non si tratta di opere scritte da una sola mano, come potete leggere su manuali specifici ed aggiornati, e sono più vicine al poema in verità.

Un articolo utile per capire come si è sviluppato il fantasy lo trovate qui, e, come prima, consigliamo di leggere almeno cinque opere per ciascun periodo e per ciascun tema, scelte fra diverse nazioni, per avere un quadro approfondito in termini storici e documentari. Ancora, molte università, offrono librerie decisamente fornite: guardate a lettere, o a lingue, per esempio.

Sebbene l’articolo che via abbiamo segnalato si fermi al fantasy moderno, non bisogna dimenticare che il fantasy contemporaneo ha assunto tutta una sua linea di sviluppo (alcuni direbbero, e siamo concordi, eutrofizzazione). Ma forse, per questa nostra prima chiacchierata, è meglio che ci fermiamo qui. Non pretendiamo troppo dal vostro tempo. Sappiamo che uno scrittore, al giorno d’oggi, ha un lavoro da fare e deve accontentarsi di relegare la sua attività creativa a poche ore al giorno (o, più spesso, alla notte). Perciò, se avrete ancora voglia di seguirci, ci risentiamo al prossimo post.

Fateci sapere se siete sempre decisi a fare fantasy, adesso che vi abbiamo messo il dubbio che, forse, forse, così facile non è.

Blue Rose GdR, Edito in Italia da Wyrd Edizioni. Edizione originale Green Ronin

Blue Rose GdR, Edito in Italia da Wyrd Edizioni. Edizione originale Green Ronin

Benvenuti!

Questo blog è stato possibile grazie a molti amici che lavorano nel settore editoriale, specificamente nel campo della creazione  e della pubblicazione di Narrativa e Fumetto Fantasy, Giochi di Ruolo e Manualistica Specializzata. Si tratta di un blog che ha lo scopo di essere utile a chi ha deciso di cimentarsi con la scrittura, un compagno che vi sostiene e vi mostra la strada – strada che non sempre è visibile in una selva di proposte insincere o fin troppo interessate – per condurre alla luce le vostre storie e i vostri mondi interiori.

Il tema di questo blog è Il Fantasy nei molti colori che contraddistinguono questo genere che, negli ultimi vent’anni, ha assunto un ruolo fondamentale nel panorama letterario internazionale. Un altro elemento importante di questo blog è anche una serie di suggerimenti utili di Scrittura Creativa, così come ci sono stati trasmessi nel corso di vent’anni di lavoro in questo campo da insegnanti americani e inglesi – e anche da qualche bravo scrittore italiano – o che sono stati appresi nel corso dell’attività dello staff che si occupa di queste pagine.

Le regole per partecipare all’attività di questo blog – senza regole non esiste risultato – sono semplici: usate quello che vi serve, scartate quel che non vi serve; fateci sapere quel che vi è stato utile. E, soprattutto, sfruttate le opportunità che vi segnaliamo: la vita è mettersi in gioco!